|
:: Il commento ::
Non era
necessario, ma la conferma è giunta subito. In Serie B,
neppure una squadra ben atrrezzata come il Lecce può
uscire dal campo con i 3 punti senza aver lottato con
tutte le proprie forze e aver sudato le leggendarie sette
camicie.
Contro il mai domo Treviso di Pillon, il Lecce ottiene il
secondo successo consecutivo al termine di un acceso
confronto che ha tenuto sulla corda i propri sostenitori
(molto partecipi) e si conferma in vetta alla classifica,
in compagnia di Brescia e Modena.
All'esordio stagionale al "Via del Mare" davanti ad un
pubblico di 3,423 abbonati (questa è la quota finale
raggiunta) e 5.709 paganti, i giallorossi si presentano
privi dell'infortunato Zanchetta, con Vives impiegato dal
primo minuto. Per il resto, Papadopulo conferma gli stessi
uomini di Frosinone.
L'avvio del Lecce è confortante e già al 13' passa in
vantaggio con una magistrale combinazione sulla sinistra
Abbruscato-Ariatti-Tiribocchi: ai nostri occhi, il gol del
Lecce appare perfino troppo semplice, con Ariatti, servito
da Abbruscato, che si porta sulla linea di fondo e con
estrema lucidità effettua un retropassaggio che taglia
come il burro la difesa trevigiana e consente a Tiribocchi,
ben appostato all'interno dell'area di porta, di spingere
la palla in gol a portiere ormai fuori causa. Già un
minuto prima, peraltro, Ardito aveva sfiorato il gol con
una conclusione dai 25 metri che ha sorvolato di pochi
centimetri l'incrocio dei pali. Una supremazia giallorossa
legittimata da un costante possesso di palla e da diverse
occasioni da rete non sfruttate a dovere: al 36'
Tiribocchi, su assist di Abbruscato, a tu per tu con
Calderoni si fa respingere la conclusione mentre tutti
gridavano al gol. Al44' lo stesso Tiribocchi addomestica
un pallone al limite dell'area ed in girata al volo
meriterebbe il raddoppio, ma il portiere trevigiano se la
cava respingendo in angolo d'istinto.
Il Treviso? La prima timida conclusione verso la porta di
Rosati la registriamo al 24' con un tiro dalla distanza di
Pià che non impensierisce Rosati. Al 45', tuttavia, Rosati
è costretto ad esaltarsi in tuffo per evitare che
una punizione biancoazzurra dal limite riporti il
risultato sul pari. Sembra essere un anticipo di ciò che
accadrà nel secondo tempo. Dopo l'intervallo, infatti, il
Treviso si spinge con più continuità in avanti, con il
Lecce che invece arretra il proprio baricentro. Ne
consegue che la squadra di Pillon si rende pericolosa in
varie occasioni e la retroguardia salentina riesce a
disimpegnarsi ma, talvolta, con qualche affanno. Al 20' è
il coraggio di Ardito, appostato sulla linea di porta
sugli sviluppi di un corner, a negare la gioia del
pareggio a Russotto (subentrato a Pià) respingendo di
testa una potentissima girata al volo. Passano 6 minuti e
Guigou si vede respingere in tuffo dall'ottimo Rosati una
punizione che sembrava dover finire in rete. Sul fronte
opposto, le folate offensive dei generosissimi Tiribocchi
ed Abbruscato vengono fermate da qualche fuorigioco dubbio
e, con le buone o con le cattive, dall'ex Viali, sempre
pronto al duello fisico con i nostri attaccanti. Gli
ingressi di Diarra, Triarico (del quale registriamo un
paio di spunti interessanti ma conclusi con innocui tiri
da distanza siderale) non cambiano di tanto l'andamento
della gara: il Lecce resiste ai tentativi del Treviso di
pervenire al pareggio, confermandosi squadra abile a
colpire in maniera devastante e che, all'occorrenza, sa
anche soffrire, determinata a conquistare ad ogni costo
l'intera posta in palio. E queste sono doti indispensabili
per una squadra come il Lecce, indicata da tutti come una
delle maggiori indiziate alla vittoria finale ma che,
nonostante ciò, dimostra di possedere preziosissime doti
da squadra umile e operaia.
La vittoria sull'ostico Treviso, dunque, proprio perchè
ottenuta lottando a denti stretti ci lascia ben sperare
per il futuro. L'ingenuità di reputarsi squadra da battere
e per questo incline alle leziosità tipiche di chi ritiene
di poter far sua la gara in qualsiasi momento non
appartiene a questa formazione che invece bada alla
sostanza, lotta su ogni pallone, non molla mai la presa,
non abbassa mai la guardia. Credenziali, queste, che
possono regalarci tante soddisfazioni e portarci lontAno.
Note
positive:
Grinta, carattere, qualità! Il Lecce dimostra di essere un
poderoso mix di queste caratteristiche. Difficile
individuare il migliore in una squadra in cui ognuno dà
l'anima! Avanti così!
Nota
negativa:
saremmo ingenerosi a trovare il pelo nell'uovo dopo una
partita che il Lecce ha fatto sua lottando dal primo
all'ultimo minuto. Pertanto, spostiamo l'obiettivo sulle
tribune: possibile che Lecce sia l'unico stadio dove il
colore sia ormai bandito? Vedere una Curva Nord che canta
ma ormai privata di quei colori che la rendevano
meravigliosa e che hanno sempre infiammato il "Via del
Mare" è decisamente penoso. Eppure a dare un'occhiata agli
altri stadi la situazione appare decisamente diversa...
01/09/2007
Webmaster
|